Giornale di Brescia, 12.01.2010
Il nuovo sistema verrà lanciato a marzo ed è stato realizzato in collaborazione con i ricercatori della City University di Londra
CASTEL MELLA Ci sono due approcci che l'imprenditore può adottare per affrontare l'oceano della crisi. C'è l'attendista, che preferisce stare fermo e aspettare il passaggio della tempesta, riducendo i costi fissi e confidando nella ripresa. E c'è invece quello che affila le armi della ricerca e dell'innovazione, che annusa il vento dei mercati e crea prodotti tecnologicamente avanzati. Luca Garioni – amministratore della Garioni Naval di Castel Mella ed un passato da grande velista – ha scelto quest'ultima strada.
La nuova divisione energia
Il business storico – ovvero la divisione specializzata nella produzione di caldaie per il settore industriale e navale – resta il core business dell'azienda, ma negli ultimi anni Garioni, da buon velista, ha saputo scrutare l'orizzonte rivedendo strategie di mercato e di prodotto. Ha spinto l'acceleratore della sua azienda nel settore delle energie rinnovabili e in particolar modo gli impianti per la produzione di energia da biomasse. “E' grazie alle nostre competenze decennali che siamo riusciti a diversificare nel settore del recupero dei gas di scarico, della produzione di vapore che va in turbina e nella produzione di caldaie e tecnologie che utilizzano biomasse ed oli vegetali – spiega Garioni -. L'evoluzione dell'azienda si spiega con i bisogni e le richieste del mercato”.
L'ultimo impianto è stato consegnato nelle scorse settimane ad Agrigento: si tratta di una caldaia per la produzione di energia alimentata a vinacce, ovvero gli scarti della lavorazione dell'uva. L'impianto ha una potenza di 10 megawatt ed è analogo a quello spedito qualche settimana prima in Belgio per il nuovo polo universitario di Liegi. Ma l'azienda sta lavorando anche a due caldaie richieste dallo Zuccherificio di Brindisi per il recupero di calore su motori che bruciano biomasse liquide, in totale 34 megawatt. “E' il nostro know how e le nostre competenze che ci hanno portato a diversificare nel settore del recupero energia dal gas di scarico, della produzione di vapore. Il portafoglio ordini è buono. Nel 2009 questo settore rappresentava per noi poco più del 20% del fatturato del gruppo, nel 2010 contiamo di superare il 30%.
Il gruppo sta percorrendo anche la strada del solare attraverso EuropeSun. La società è partecipata per il 45% da Garioni Naval, per il 20% dal management e per il 35% dal gruppo Turra di Cazzago San Martino.
Garioni Naval possiede oggi due impianti fotovoltaici in Puglia (a Foggia ed a Lecce) per un totale di 4 megawatt di potenza. L'obiettivo di Luca Garioni è di raggiungere i 30 megawatt nei prossimi tre anni.
A marzo la rivoluzione
Il termine tecnico e Screw Expander ed è il sistema sul quale l'azienda di Castel Mella ripone grandi attese. Nasce da una collaborazione con la City University di Londra e verrà presentato a marzo, in occasione della sesta Conferenza internazionale Garioni Naval. “Si tratta di un rivoluzionario sistema per la produzione di energia elettrica – spiega Garioni -. Abbiamo scelto la City University perchè qui esiste un dipartimento d'eccellenza nella meccanica legata al vapore. Il sistema permette di sfruttare il salto di pressione nelle caldaie a vapore industriali. Lo Screw Expander consentirà di produrre energia sfruttando il vapore utilizzato per il ciclo produttivo, senza nessun costo aggiuntivo”.
All'estero quasi il 70 per cento della produzione
CASTEL MELLA Un gruppo fortemente export oriented. Non è un caso se quasi il 70% della produzione viene venduto in una quarantina di Paesi del mondo. A supportare le divisioni commerciali della Garioni Naval ci sono infatti ben 8 “branch office” sparse in Belgio, Ucraina, Spagna, Gran Bretagna, Egitto, Cina, Brasile, Sud Africa, Turchia e Russia.
La Garioni Naval – società partecipata per il 65% dal fondo di private equity Cape Natixis – è una vera e propria holding diversificata. Ad essa fanno riferimento il 100% della svedese S-Man di Gotheborg, società che vende, lavora e progetta impianti bordo nave (di occupa del mercato internazionale escluso l'Italia); l'80% della Carpenteria Bessi di Castel Mella, funge da reparto della Garioni Naval, ma opera anche sul mercato; il 50% della Elmas di Castel Mella, società che realizza quadri elettrici ed impiantistica elettrica industriale; il 50% della Nord Est di Dolo, Venezia; il 45% della EuropeSun, società specializzata nell'installazione di impianti fotovoltaici. L'ultima acquisizione del 2009 è rappresentata dal 55% di Ccm di Amelia (l'investimento circa 2,5 milioni di euro), in provincia di Terni, azienda attiva nella produzione di scambiatori di calore caldaie e reattori. L'investimento permetterà di sfruttare importanti sinergie logistiche e produttive all'interno del gruppo. Nello stabilimento di Amelia sarà infatti possibile realizzare produzioni di grandi dimensioni.
Il fatturato aggregato del gruppo Garioni Naval nel 2009 si è assestato intorno ai 60 milioni di euro, pressochè invariato rispetto al 2008 (nel 2007 era di 53 milioni di euro), nonostante l'ingesso Ccm di Amelia. Ebitda resta anche nel 2009 superiore al 12%.




